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“Allarme rosso: è passato un orribile emendamento alla legge comunitaria 2011 per censurare la rete”, denunciano bloggers e politici. Che chiedono di fermare il Sopa/Pipa all’italiana. 

Una norma inserita nella legge comunitaria da un emendamento del leghista Gianni Fava impone ai fornitori di servizi internet (isp) di rimuovere dalla rete contenuti ritenuti illeciti. L’emendamento obbliga a rimuovere contenuti illegali non solo su comunicazione delle autorità competenti (come previsto dalla attuale normativa), ma anche dei “soggetti interessati”, ossia di chi possiede i diritti d’autore.

La proposta di modifica precisa inoltre che il fornitore di hosting, come ad esempio Facebook, YouTube, ma anche chi ha un piccolo sito, è obbligato a rimuovere i contenuti “anche in relazione ad attività o a informazioni illecite precedentemente memorizzate dal prestatore a richiesta dello stesso o di altri destinatari del servizio”.

Questo significa, ad esempio, che su segnalazione di una casa discografica, YouTube dovrebbe rimuovere non solo il videoclip di un artista condiviso illegalmente dall’utente X, ma anche tutti gli altri video caricati dagli altri utenti.

Sopa italiano

“Allarme rosso: e’ passato un orribile emendamento nella legge comunitaria 2011 nella commissione competente della Camera dei deputati, volto a censurare la rete. Infatti, si rende possibile a qualsiasi utente chiedere la chiusura di un hosting provider, senza nessun ruolo affidato all’Agcom o alla magistratura”, denunciano Vincenzo Vita (Pd) e Giuseppe Giulietti, portavoce di Articolo 21.

“Dopo Sopa e Pipa negli Stati Uniti arriva pure da noi il bavaglio digitale. Ora il testo è in discussione nell’aula della Camera. Lo si blocchi prima che sia troppo tardi e si accenda l’attenzione su un argomento così delicato. Bisogna bloccare a tutti costi il Sopa italiano”, sottolinea il deputato del Pd Alberto Losacco. “Il rischio è quello di trasformare gli internet provider in sceriffi della rete. Il diritto d’autore va protetto dalla pirateria con leggi apposite e anche attraverso adeguate riforme ma è possibile farlo senza mettere a rischio la libertà della rete”.

Alla Camera dei Deputati si terrà una conferenza stampa ”Contro il Bavaglio al Web”, organizzata dalle associazioni Agorà Digitale, Articolo 21, Il Futurista, Libertiamo. Parteciperanno, tra gli altri, i deputati Marco Beltrandi (Radicali), Antonio Formichella (Pdl) Giuseppe Giulietti (Misto), Antonio Palmieri (Pdl), Flavia Perina (Fli), Vincenzo Vita (Pd).

(celia guimaraes)


Commenti

3 Commenti

  1. LiberalVox il 18 February 2012 alle 2:36 pm

    LiberalVox si autosospende.
    Non potendo sostenere i costi di una Giustizia che riesce indirettamente a ‘condannare’ pure quando assolve, LiberalVox si autosospende!
    In un Paese dove dire liberamente ciò che si pensa ha un ‘prezzo’ troppo alto che solo taluni possono sostenere, LiberalVox si autosospende!
    In una Nazione dove fare informazione, dare spazio alle opinioni dei cittadini, che altrimenti non avrebbero voce, è diventato assai complicato, altro non possiamo fare che alzare le mani e arrenderci. Per queste ragioni
    LiberalVox si autosospende!
    E’ giusto e sacrosanto che ‘chiunque’ consideri lesivo della propria persona il contenuto di quanto pubblicato - a torto o a ragione, sarà poi il giudice competente a deliberare - si appelli all’articolo 595 del codice penale, e denunci alla magistratura il fatto: è del tutto ‘normale’ in uno Stato di diritto. Guai se non fosse così!
    Non troviamo altresì ‘normale’ che, purtroppo, quando la valutazione della presunta “lesività” di detti contenuti da parte di un Giudice terzo e imparziale, si conclude addirittura con l’archiviazione del procedimento penale in quanto non sussistono elementi di colpa a carico dell’articolista, il magistrato non rimetta le spese legali al soggetto che si presumeva danneggiato.
    In tali condizioni, in questo clima di paura e di terrore, mettere mano alla tastiera per pubblicare un’articolo diventa oltremodo difficile. Pur vivendo in un Paese che si dice libero e democratico, pur facendo informazione in una Repubblica dove “la libertà” - di pensiero, di parola e di stampa - è la bandiera dell’ordinamento costituzionale, oggi prendiamo tristemente atto che c’è ancora molto da lavorare in questa direzione!
    LiberalVox, con la morte nel cuore, oggi ammaina il proprio vessillo di libertà e va a riporlo nel cassetto dei sogni e delle speranze di migliaia di cittadini e di migliaia di utenti della Rete che avevano trovato nelle nostre pagine una voce neutrale, uno spazio libero dove poter esercitare il diritto alla libertà di parola, di stampa e d’informazione. Oggi si tacita una voce libera, un sito indipendente dove chiunque poteva intervenire con le proprie idee, senza spendere nulla.
    Detto questo, la redazione di LiberalVox prende dolorosamente atto dell’attuale contingenza e si autosospende. Sarebbe troppo umiliante essere indotti a smettere di occuparsi di determinati argomenti o personaggi, o magari di ricorrere all’auto-censura, anche solo per “non avere problemi”.
    In questi anni, la redazione di LiberalVox non ha mai negato a nessuno il “diritto di replica” ed è stata sempre disponibile a discutere e nel caso a correggere, ove verificato in base a fonti terze, ogni contenuto ritenuto lesivo del buon nome di chicchessia. Tutto ciò senza mai contravvenire alle prerogative di neutralità e indipendenza che hanno da sempre contraddistinto la nostra linea editoriale. Nei rarissimi casi in cui non è stato possibile trovare una mediazione, interi articoli sono stati rimossi.
    Con questo comunicato, la redazione ed il suo direttore si accomiatano da tutti gli amici, i lettori, gli articolisti ed i sostenitori di quello che era nato come “LiberalVox - il Social Network che fa opinione”. Viva la libertà, viva la democrazia. Comunque, sempre e ovunque. Grazie.

  2. betta il 24 January 2012 alle 3:27 pm

    Ce lo potevamo aspettare. Liberta’ in rete e’ democrazia.

  3. Adduso il 24 January 2012 alle 10:21 am

    Cosa d’altronde ci si poteva aspettare da intolleranti. Ecco perchè non sono poi credibili quando affermano di essere dalla parte della gente. Spero che al Nord si rendano conto, ma pure diversi al SUD, e persino alcuni qui in Sicilia, che certi inneggiamenti territoriali delle Lega sono unicamente sintomi di inquietanti visioni classiste e sprezzo degli altri.

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